La cefalea a grappolo
Malattia prevalentemente del sesso maschile, ha un prevalenza approssimativa dallo 0.1% allo 0.4% nella popolazione generale e dall' 8% al 10% nell'ambito di una popolazione di soggetti cefalalgici. Si riconoscono 2 forme cliniche di cefalea a grappolo, la forma episodica e quella cronica (Headache Classification Committee of the International Headache Society, 1988). Nella descrizione della cefalea a grappolo occorre considerare alcuni aspetti della nomenclatura di particolare importanza: il termine "attacco", si riferisce ai singoli attacchi di cefalea; "grappolo", si riferisce al periodo di tempo durante il quale i pazienti presentano più attacchi; "remissione", indica il periodo libero da attacchi; e "mini-attacchi/grappoli", fa riferimento a grappoli /gruppi di attacchi che durano meno di 7 giorni. La cefalea a grappolo episodica è caratterizzata da periodi di grappolo che durano da 7 giorni ad 1 anno, periodi di remissione superiori a 14 giorni (sino a mesi o anni) e occasionali mini-grappoli.
La cefalea a grappolo cronica è caratterizzata dall'assenza di un periodo di remissione di almeno 1 anno o da brevi remissioni inferiori a 14 giorni, una frequenza irregolare di attacchi, e una relativa resistenza alla terapia farmacologica. Il singolo attacco è caratterizzato da una rapida insorgenza della cefalea che raggiunge il picco di massima intensità in circa 10-15 minuti e dura approssimativamente da 30 a 45 minuti. Il dolore è quasi sempre unilaterale ed è localizzato generalmente in sede orbitale, retro-orbitale, temporale, sopraorbitale e sottoorbitale (in ordine decrescente di frequenza).
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a cura del Dott. Alfredo Costa
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