Contraccezione ormonale
Autore: Dr Vitangelo Coscia Bari
- GENERALITA'
- MECCANISMO D'AZIONE
- EFFICACIA
- EFFETTI GENERALI:
Apparato Cardiovascolare
Effetti Metabolici
Fegato e Cistifellea
Aumento Peso
- PILLOLA E CANCRO
- ALTRI EFFETTI
- CONTRO INDICAZIONI ASSOLUTE
- CONTRO INDICAZIONI RELATIVE
- COME SI USA
- BENEFICI
GENERALITA'
Il più diffuso, usato ed efficace è il contraccettivo orale combinato più comunemente noto come "pillola".
Si dice combinato poiché la sua formulazione comprende due ormoni: l'estrogeno e un progestinico in formulazione fissa per ogni compressa o variabile (pillole multifasiche)
Gli estrogeni che si usano sono in genere due, derivati sintetici dell'Estradiolo, l'etinilestradiolo ed il mestranolo. Il loro dosaggio è importante: gli effetti collaterali sono dosedipendenti.
Attualmente si sa che gli effetti collaterali cardiovascolari sono dovuti alla stimolazione dose correlata del processo trombotico da parte degli estrogeni.
La componente progestinica: oltre alla funzione propria di progestinici, in passato spesso avevano anche una residua azione androgenica ed anabolica ed una debole attività estrogenica. Nelle attuali "pillole" a basso dosaggio questi effetti non hanno alcuna importanza clinica (effetto dose correlato).
Tutti i progestinici hanno una certa potenzialità di diminuire la tolleranza al glucosio e di aumentare la insulinoresistenza, ma con i bassi dosaggi attuali l'impatto clinico, se c'è, è minimo o trascurabile.
I nuovi progestinici (desogestrel, gestodene) hanno un effetto androgenico molto basso, tanto da aumentare la SHBG e ridurre il testosterone libero circolante (importante per acne, irsutismo, migliorano il profilo colesterolo-lipoproteine)
Formulazioni multifasiche: quantità variabili di estrogeno e progestinico a mimare il ciclo fisiologico. Dal punto di vista clinico non esistono vantaggi o svantaggi clinici fra le varie formulazioni monofasiche o bi/trifasiche
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La pillola si assume per tre settimane su quattro.
Impedisce l'ovulazione inibendo la secrezione delle gonadotropine sia a livello ipotalamico che ipofisario.
Il progestinico principalmente sopprime la secrezione di LH e quindi impedisce la ovulazione, mentre l'estrogeno sopprime la secrezione di FSH perciò ostacola la selezione e la comparsa di un follicolo dominante.
L'estrogeno stabilizza l'endometrio per evitare perdite ematiche ed è necessario per potenziare l'azione del progestinico.
Il progestinico produce un endometrio non adatto all'impianto dell'ovulo, con ghiandole scarse e atrofiche, il muco cervicale diventa denso e impermeabile al passaggio dello sperma.
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Usato bene e senza alterare la pausa di 7 gg ha una efficacia del 99,9%.
Se si somministra solo una piccola dose di progestinico (minipillola) la efficacia si riduce di molto.
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(per formulazioni a basso dosaggio: Estrogeni < 50 µg)
Patologia Cardiovascolare: rischio lievemente maggiore per fumatrici oltre i 35 anni.
Non esistono prove di un aumentato rischio di patologia cardiovascolare tra le donne che hanno usato in passato contraccettivi orali.
Studi sul sistema emocoagulativo hanno concluso che le formulazioni a basso dosaggio, sia monofasiche che multifasiche, non hanno un impatto clinico significativo sul sistema emocoagulativo: piccoli aumenti di formazione di trombina sono compensati da una maggiore attività fibrinolitica.
Riduzione del rischio relativo di infarto del miocardio e di ischemia cerebrale tra le utilizzatrici al di sotto di 40 anni di pillole a basso dosaggio.
Ipertensione: piccoli incrementi poco significativi sul piano clinico nel 5% dei casi; sembra un effetto di idiosincrasia.
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influenzato dalla componente progestinica
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nessuna variazione al test di tolleranza al glucosio
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l'uso della pillola non è causa di aumento di incidenza del diabete
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patologia colestatica acuta e cronica: controindicazione assoluta
pregresse epatopatie: superata la fase acuta si può usare la pillola (Controindicazione relativa)
cistifellea: modesto aumento del rischio relativo di patologia della cistifellea (calcolosi)
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continuano a essere effetti indesiderati, ma la loro incidenza è bassa con le pillole a basso dosaggio. Sono più intensi nei primi mesi di uso e nella maggior parte dei casi scompaiono gradualmente. L'aumento di peso in genere risponde al trattamento dietetico. In qualche caso bisogna interrompere il trattamento per ritornare al peso iniziale.
La pillola è controindicata nelle donne con malassorbimento intestinale per la perdita di efficacia.
Benché rara, si verifica occasionalmente una riduzione della libido che può indurre a ricercare un metodo contraccettivo alternativo.
In qualche raro caso si associa depressione. Sospensione della pillola.
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Cancro dell'endometrio: l'uso della pillola è protettivo. L'uso per almeno 12 mesi riduce il rischio del 50%; massimo effetto protettivo dopo 3 anni d'uso. La protezione persiste per più di 15 anni dopo la sospensione ed è maggiore per le donne a più alto rischio (nullipare e a bassa parità). Valido anche per le pillole a basso dosaggio.
Cancro dell'ovaio: rischio ridotto del 40% rispetto alle non utilizzatrici. L'effetto cresce con la durata del trattamento: occorrono 5-10 anni per renderlo completo e continua per almeno 10-15 anni alla sospensione
Cancro del collo dell'utero: nelle donne che usano la pillola non si ha un maggior rischio di cancro invasivo della cervice, un apparente maggior rischio di carcinoma in situ è dovuto alla maggiore esecuzione di pap-test che le donne attuano durante la utilizzazione della pillola. Il Contraccettivo Ormonale non maschera le alterazioni cellulari per cui un pap-test annuale è sufficiente per fare diagnosi precoce.
I principali fattori di rischio per il cancro del collo dell'utero: numero di partner, età del primo rapporto, papilloma virus, fumo).
Tumori del fegato: rischio aumentato di porpora e adenomi correlato alla dose. Regrediscono con la sospensione.
Cancro della mammella: dati controversi ed incerti, comunque sembrerebbe che l'uso prolungato durante l'età riproduttiva NON si associa ad un aumento significativo di rischio dopo i 45 anni. Esiste una possibilità che un sottogruppo di donne giovani che intraprendono precocemente la CO e per più di 4 anni corra un rischio lievemente aumentato (rischio relativo inferiore a 1.5) di cancro della mammella prima dei 45 anni.
UNA GRAVIDANZA A TERMINE NELLA DONNA GIOVANE PROTEGGE NEI CONFRONTI DEL CANCRO DELLA MAMMELLA
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Uso involontario in gravidanza: rischio di anomalia congenita grave non è superiore al tasso generale del 2-3%.
Fertilità successiva: lieve ritardo nel ritornare ad una fertilità normale.
L'unica ragione per consigliare che le donne rimandino per uno o due mesi, dopo la interruzione della pillola, i tentativi di concepimento, è quella di migliorare la precisione della valutazione dell'età gestazionale permettendo l'identificazione dell'ultimo ciclo mestruale spontaneo.
La "amenorrea postpillola" non esiste. Ha una incidenza dello 0.7-0.8%, uguale a quella della amenorrea secondaria spontanea.
L'uso per più di 12 mesi della pillola protegge dalle malattie sessualmente trasmesse e dalla malattia infiammatoria pelvica riducendone la gravità. In qualche caso si usa come terapia la pillola.
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Tromboflebiti, disturbi tromboembolici, patologia cerebrovascolare, occlusione coronarica, pregressa storia di queste patologie o condizioni predisponenti a tali patologie
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Funzionalità epatica marcatamente compromessa. Quando la funzionalità torna normale si può utilizzare la pillola
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Cancro della mammella accertato o sospetto
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Anormale emorragia vaginale non diagnosticata
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Gravidanza accertata o sospetta
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Fumatrici oltre i 35 anni
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Lupus Eritematoso Sistemico
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Trigliceridi elevati
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| icrania: alcune donne riferiscono una diminuzione della sintomatologia. Meglio evitare l'uso quando si associa sintomatologia neurologica
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Ipertensione: <35 anni, sana, pressione ben controllata farmacologicamente può usare la C.O.
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Leiomiomi uterini: con le formulazioni a basso dosaggio non ci sono problemi
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Diabete Gestazionale: da valutare caso per caso, comunque le donne con pregresso diabete gestazionale possono utilizzare i C.O. a basso dosaggio purché eseguano un controllo semestrale della glicemia a digiuno
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Diabete Mellito: valutare caso per caso
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Interventi chirurgici di elezione: sospendere tre mesi prima l'intervento
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Epilessia: la pillola non aggrava la epilessia, ma i farmaci antiepilettici possono diminuire l'efficacia della pillola
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Pregesso ittero ostruttivo in gravidanza: valutare caso per caso
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Anemia falciforme: controverso
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Patologia della cistifellea: possono insorgere crisi sintomatiche in donne affette da calcolosi o con storia positiva per colecistopatia
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Fumatrici: più di 15 sigarette < 35 anni
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Inizio assunzione: primo giorno della mestruazione
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Inizio efficacia: primo giorno di assunzione
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Assumere i confetti seguendo l'ordine per 21 giorni consecutivi, possibilmente sempre alla stessa ora. Alla fine della confezione osservare 7 giorni di intervallo e poi cominciare una nuova confezione.
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Durante l'intervallo compare la pseudomestruzione
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NON VI E' ALCUN MOTIVO DI OSSERVARE UN PERIODO DI SOSPENSIONE PERIODICO: GLI EFFETTI COLLATERALI NON DIMINUISCONO
Se si dimentica una pillola, bisogna assumerla appena ci si accorge della dimenticanza e prendere la successiva come al solito. Nessun rischio di gravidanza
Se si dimenticano due pillole durante le prime due settimane è consigliabile un metodo contraccettivo aggiuntivo nei 7 giorni successivi
Se si dimenticano 2 pillole durante la terza settimana o se più di due pillole in qualsiasi periodo, deve essere aggiunta un'altra forma di contraccezione per quel mese
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Contraccezione efficace
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minore necessità di aborto
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minore necessità di sterilizzazione chirurgica
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minore incidenza di cancro dell'endometrio
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minore incidenza di cancro dell'ovaio
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minore incidenza di patologia benigna della mammella
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minore incidenza di gravidanze ectopiche
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mestruazioni più regolari
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minore flusso
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minore dismenorrea
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minore anemia
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minore incidenza di salpingite
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minore incidenza di artrite reumatoide
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maggiore densità ossea
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probabile minore incidenza di endometriosi
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possibile minore incidenza di aterosclerosi
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possibile minore incidenza di fibromi
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possibile minore incidenza di cisti ovariche
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