Trattamento miniinvasivo dell'incontinenza urinaria
Per incontinenza urinaria si intende la perdita involontaria di urina al di fuori dell'atto volontario dell'urinare; il sintomo è più diffuso di ciò che si pensi e può essere socialmente invalidante.
L'incontinenza può verificarsi in entrambi i sessi ed a qualunque età, anche se nella donna è più frequente nella menopausa e nell'uomo in età avanzata; alla base dell'incontinenza femminile stanno le sollecitazioni del parto sui "sostegni" della vescica e dell'uretra, oltre ai cambiamenti di detti sostegni con l'età ed il deficit ormonale della menopausa.
Nell'uomo spesso l'incontinenza è legata ad esiti (che spesso non sono danni, ma pure conseguenze dell'intervento) di interventi sulla prostata (per ipertrofia o tumore) o dopo asportazione della vescica e ricostruzione di un serbatoio urinario collegato all'uretra (neovescica).
In entrambi i sessi altre cause (malattie neurologiche, traumi, neoplasie o infiammazioni) possono portare a forme di incontinenza; tale sintomo è suddivisibile in incontinenza da sforzo (con tosse o sforzi addominali) e da urgenza (impellenza, stimolo continuo). Schematicamente si può dire che la seconda forma è gestibile con terapia medica o riabilitazione (elettrostimolazione; fisiochinesiterapia del perineo), mentre la prima forma risponde meglio al trattamento chirurgico.
Nella donna oggi si applicano dell piccole "amache" (dette sling in Inglese) al di sotto dell'uretra che la sostengono ed impediscono la perdita di urina con gli sforzi o la tosse; si sostanza di una striscia di materiale biocompatibile che viene incorporato dai tessuti e ricostituisce i mezzi di sostegno dell'uretra. Tale intervento ha una efficacia praticamente del 100% e può essere praticato anche in anestesia locale, con una sola incisione vaginale; tali procedure, in casi selezionati possono essere attuate anche nell'uomo.
Nel sesso maschile si può optare anche per l'iniezione, attraverso l'uretra, di sostanze che aumentano le resistenze dell'uretra stessa e favoriscono la continenza.
Giova comunque ricordare che, prima di qualunque terapia, è necessaria una diagnosi specialistica che, alla visita, farà seguire accertamenti strumentali (esame urodinamico) atti a scegliere la terapia più idonea.
IN DATA 17/04/02 PRESSO LA U.O.UROLOGIA OSP. VILLA SCASSI GENOVA SAMPIERDARENA E' STATA IMPIANTATA IN 2 PAZIENTI DONNE CON INCONTINENZA URINARIA UNA NUOVA AMACA PER L'INCONTINENZA ,CON UN UNICA INCISIONE VAGINALE.
LE PAZIENTI SONO DIMESSE IL GIORNO SUCCESSIVO CON NESSUNA DIFFICOLTA' AD URINARE E PERFETTAMENTE CONTINENTI; TALE INTERVENTO E' STATO ESEGUITO PER LA PRIMA VOLTA IN LIGURIA ED E' UNO DEI PRIMI IN ITALIA.
LA NUOVA RIVOLUZIONARIA METODICA RIDUCE I RISCHI DI PERFORAZIONE VESCICALE E SANGUINAMENTO POSSIBILI CON LE AMACHE (SLING) FINORA UTILIZZATE E PUO' ESSERE APPLICATA IN 15 MINUTI.
ATTUALE TRATTAMENTO DEI CALCOLI URINARI
I calcoli urinari sono aggregati di cristalli nelle urine che possono bloccare il decorso dell'urina dal rene lungo le vie urinarie; l'esordio tipico di tale ostruzione è la colica, ma spesso non ci sono sintomi eclatanti e la diagnosi viene fatta quando già ci sono danni raneli. In caso di calcolosi delle vie urinarie è necessario valutare la sede e le dimensioni del calcolo, oltre al fatto che ci sia o meno ostacolo al deflusso dell'urina.
Oggi ci sono 3 mezzi a disposizione per trattare i calcoli:
la LITOTRISSIA EXTRACORPOREA (ESWL), la URETEROSCOPIA e IL TRATTAMENTO PERCUTANEO. Mentre con la litotrissia e la ureteroscopia si possono trattare calcoli del rene e delle vie urinarie, il trattamento percutaneo è riservato ai calcoli renali.
LITOTRISSIA EXTRACORPOREA: si tratta di onde d'urto generate da una macchina e indirizzate sul calcolo; con i litoritori di ultima generazione (da noi in dotazione) è un trattamento che non richiede anestesia, ma solo un blando antidolorifico. È rischioso in pazienti che assumono anticoagulanti; è efficace in caso di calcoli renali non superiori ad 1,5 cm e in molti calcoli delle vie urinarie.
URETEROSCOPIA: consiste nel raggiungere il calcolo nelle vie urinarie (in anestesia) con uno strumento attraverso il quale l' Urologo visualizza il calcolo e lo frantuma (applicando energia Laser) o lo estrae con appositi strumenti. E' efficace in tutti i calcoli delle vie urinarie ed in alcuni del rene.
TRATTAMENTO PERCUTANEO: consiste nel frantumare il calcolo ed estrarne i frammenti tramite uno strumento che entra nel rene da un piccolo foro nel fianco. Deve essere effettuato in anestesia ed è indicato in caso di calcoli superiori a 1,5 cm o che non sono stati rotti con la litotrissia extarcorporea . Al trattamento del singolo episodio di calcolosi urinaria va spesso affiancato uno studio metabolico e, in alcuni casi, bisogna escludere cause anatomiche che, favorendo la stasi delle urine, provoca calcoli ricorrenti.
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