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Omeopatia evolutiva

1) VARIABILE AMBIENTE
L'uomo di oggi, alle soglie del terzo millennio, pur geneticamente e fenotipicamente uguale al suo predecessore degli inizi del XIX secolo, vive in un ambiente profondamente diverso. Oggi respiriamo un'aria molto più ricca di inquinanti, allora si era agli albori della rivoluzione industriale; oggi ci alimentiamo con cibi prodotti in modo intensivo e trattati con diserbanti, pesticidi, antibiotici e magari trans-genici; oggi siamo esposti a campi elettromagnetici (cellulari, computers ,ecc) e a radiazioni (buco dell'ozono, incidenti in centrali atomiche, scorie radioattive provenienti da rifiuti industriali o di origine militare) inimmaginabili solo alcuni decenni or sono. Di tutto ciò non conosciamo per altro la reale portata, forse trascurabile nel breve periodo e per l'uomo contemporaneo (come appare dall'inequivocabile incremento dell'età media della popolazione),ma probabilmente negativa per il corredo genetico della specie.
La stessa medicina allopatica, pur con i suoi indubbi progressi, comporta la somministrazione di innumerevoli prodotti farmacologici fin dalla più tenera età o, meglio ancora, addirittura fin dall'inizio del concepimento (questo stesso a volte "artificialmente" indotto).
Quando nacque l'omeopatia tradizionale, dalle argute intuizioni ed osservazioni cliniche di Hahnemann (1755-1843), credo di poter affermare con una metafora che il paziente, nella sua naturale "semplicità", fosse verosimilmente assimilabile a un foglio bianco su cui era in effetti relativamente facile tracciare delle coordinate cartesiane per codificare un certo ordine approntando una terapia omeopatica razionale ed efficace. Ricorrendo ad un'altra metafora, si potrebbe dire che il medico omeopata di allora era un po' come un musicista che dovendo accordare il proprio strumento disponesse di un ambiente ideale, silenzioso e privo di suoni parassiti esterni. Studiare clinicamente il paziente di oggi è invece come restaurare una vecchia tela su cui molte mani hanno lasciato nel tempo segni diversi o che addirittura hanno lordato per vandalismo; oppure ancora è simile alla fatica che si accollerebbe chi volesse accordare il proprio strumento musicale nel bel mezzo di una piazza proprio nell'ora di punta con il frastuono di tram, auto, clackson, motorette,i richiami degli studenti della vicina scuola e magari la sirena di qualche ambulanza .
Da tutto questo nasce la necessità di far evolvere continuamente il sapere omeopatico, pur senza nulla rinnegare, ma adeguandolo alle mutate condizioni. Potrebbe essere a mio parere interessante considerare per esempio l'omeopatia dei composti le cui basi teoriche furono elaborate dal prof. Burgi di Berna nel 1910.
Queste prime banali considerazioni di carattere generale sulla dottrina omeopatica e sulla necessità di un suo continuo divenire per adattare i rimedi alle mutate condizioni di recettività dei pazienti ci portano dunque al concetto della moderna OMEOPATIA EVOLUTIVA, non cristallizzata su vecchi protocolli, ma basata su continua sperimentazione e osservazione clinica con scambio di opinioni e conoscenze fra i medici cultori di questa arte.
In altri termini credo di poter affermare che ci siano stati più cambiamenti ambientali negli ultimi duecento anni che nei due millenni precedenti e che se Hahnemann non avesse avuto le proprie felici intuizioni in un'epoca storica in cui ancora l'ambiente e l'uomo stesso erano come "cristallizzati" in una sorta di naturale e ideale semplicità, nel "caos" attuale sarebbe impossibile porre le basi della medicina omeopatica stessa, sulle quali si fondano le nostre conoscenze e teorie attuali in un continuo divenire, evolvendo la materia per mantenere inalterata l'efficacia dei trattamenti su un sub-strato umano in evoluzione, con la presunzione di poter essere di giovamento all'uomo contemporaneo e ai nostri discendenti futuri.

2) VARIABILE INDIVIDUO
Una volta afferrato il concetto di influenza dell'ambiente sulla salute nel corso dei secoli, anche considerando le mutate condizioni economiche, sociali e igieniche, è facile ammettere la necessità di variare l'approccio terapeutico tenendo conto oltre che della patologia in corso anche delle peculiarità specifiche del sub-strato paziente.
Non mi sto riferendo alle differenze tanto marcate e note tra l'approccio allopatico, più centrato sulla patologia, e quello omeopatico, più attento a ristabilire intimi equilibri, che do in questo momento per scontate. Mi riferisco, al contrario, alle differenze di quel sub-strato individuale su cui le nostre terapie dovrebbero agire direttamente e che è influenzato pesantemente dall'ecosistema di provenienza del paziente (paese di origine, cultura e religione che sempre codificano comportamenti e abitudini alimentari diverse, ceto sociale, spesso in grado di condizionare stile di vita e alimentazione per esempio).
Gli stessi abitanti di uno stesso quartiere che si servissero per assurdo sempre nello stesso iper-mercato avrebbero comunque delle differenze enormi anche solo dal punto di vista alimentare e quindi nell'assunzione dei diversi composti chimici e additivi in essi contenuti. Giulia, donna in carriera sempre indaffarata, usa solo cibi pronti che scalda al micro-onde; Riccardo è da sempre vegetariano convinto; Giovanni odia il pesce; Carla non mangia che raramente frutta e verdura; Alì è in Italia da soli tre mesi e si arrangia come può..
Il concetto di OMEOPATIA EVOLUTIVA deve a mio parere tenere conto di tutti questi fattori : in altri termini, non si deve pensare ad una omeopatia cristallizzata in protocolli standardizzati e immutabili, come spesso viene insegnata, ma ad un' omeopatia in continuo divenire, interfacciantesi di volta in volta alle mutate condizioni nel tempo e all'ecosistema sempre diverso dell'individuo.
Solo rapportandosi alla realtà una scienza può essere vitale e produrre i suoi frutti, ora come un tempo e così anche in futuro : magari con nuovi composti o associazioni o con tecniche mesoterapiche per esempio.

Se sei un medico omeopata e condividi l'idea di OMEOPATIA EVOLUTIVA in continua sperimentazione, inviami una e-mail: di volta in volta io comunicherò il tuo indirizzo di posta elettronica agli altri colleghi simpatizzanti con l'intento di creare via via una rete di medici omeopati sempre in contatto e all'avanguardia!

 

per comunicare, clicca qui : omeopata@katamail.com
per saperne di più, clicca qui : www.omeopatia.da.ru


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