Come viene diagnosticata
Le caratteristiche tipiche della malattia rendono generalmente agevole la diagnosi anche con la sola analisi della particolare storia clinica.
Certamente l'identificazione della patologia è più facile quando il paziente riferisce diverse crisi alternate a lunghi periodi intercritici di benessere, che non dopo una singola "prima" crisi.
Spiegazioni dettagliate sulle procedure diagnostiche per le patologie dell'orecchio e le sindromi vertiginose, utili per comprendere meglio l'interpretazione dei vari esami, sono disponibili in altri documenti.
Esaminando il paziente durante la crisi, il che avviene di rado, si osserveranno tutti i sintomi e segni tipici di uno squilibrio vestibolare acuto, con nistagmo spontaneo (un involontario movimento a scatti degli occhi) e marcata instabilità con tendenza a cadere verso il lato sano. Ma generalmente il paziente giunge all'osservazione del medico in fase intercritica quando tutti gli accertamenti vestibolari risulteranno, di solito, negativi.
Nelle fasi avanzate della malattia è invece possibile riscontrare una iporeflessia (deficit della funzione labirintica) alla prova calorica, che si accompagna generalmente ad una riduzione di intensità delle singole crisi.
L'esame audiometrico mostrerà generalmente una ipoacusia di tipo neurosensoriale più accentuata per le frequenze gravi, (in salita) di grado variabile e con possibili fluttuazioni della soglia uditiva nei controlli successivi.
Nelle fasi successive la curva audiometrica tende a divenire pantonale, interessando tutte le frequenze, e ad abbassarsi progressivamente. L'ipoacusia sulle frequenze gravi è generalmente espressione diretta dell'idrope ed è ancora, talvolta, suscettibile di regressione spontanea o con terapia opportuna mentre la componente sulle frequenze acute è da intendersi come danno diretto delle cellule cocleari ed è spesso irreversibile. L'esame impedenzometrico mostrerà un timpanogramma normale, generalmente con accentuazione dei riflessi stapediali.
Tale esame, come già visto sopra, deve essere sempre eseguito per confermare la non responsabilità dell'orecchio medio (timpano) nel determinare il senso di orecchio chiuso riferito dal paziente ed assume particolare importanza nelle forme iniziali, quando non vi sia ancora ipoacusia evidente e non si siano verificate crisi vertiginose.
E' importante ribadire che l'errata esecuzione dell'esame audiometrico, in particolare dimenticando di "mascherare" l'orecchio sano, può portare a gravi errori diagnostici, ed al trattamento (ovviamente inutile) di fantomatiche forme "catarrali", soprattutto quando per superficialità o non disponibilità dell'attrezzatura non viene eseguito anche un esame impedenzometrico.
Per poter accertare la responsabilità dell'idrope endolinfatico quale meccanismo alla base di una ipoacusia neurosensoriale è da tempo stato messo a punto un particolare accertamento, noto come test al glicerolo, che prevede l'effettuazione di un esame audiometrico basale e di controlli successivi (3 in tutto, uno all'ora) nelle tre ore successive all'assunzione di glicerolo per via orale.
Il glicerolo è infatti un diuretico osmotico, ovvero una sostanza capace di aumentare l'eliminazione dei liquidi. Se nei controlli successivi si osserva un miglioramento dell'ipoacusia di almeno 10 dB l'esame è considerato positivo.
Presso il Centro di Otorinolaringoiatria eseguiamo tale esame in modo più accurato mediante la somministrazione endovenosa di una quantità standardizzata e predefinita di mannitolo (un altro diuretico osmotico, che raggiunge meglio l'orecchio interno) quando vi sia bisogno di confermare l'idrope endolinfatico.
Una tecnica d'indagine ancora in fase di studio è la misurazione dei minimi spostamenti del sistema timpano-ossiculare (misurazione indiretta della pressione cocleare) mediante una sofisticata apparecchiatura computerizzata. Il reale valore diagnostico di tale metodica è però ancora tutto da accertare.
Se la diagnosi non può essere definita in modo assoluto è sempre consigliabile effettuare i potenziali evocati uditivi (o all'occorrenza una risonanza magnetica, se il livello uditivo è troppo basso per ottenere una risposta affidabile) per escludere un neurinoma dell'acustico, che, sebbene raramente, può simulare in qualche caso una malattia di Meniere. Se la diagnosi generica di M. di Ménière conclamata è quindi piuttosto agevole, ben più difficile resta stabilire la causa o le cause che sono alla base della malattia stessa.
A tutti inostri paziente viene richiesta una batteria di esami ematochimici di laboratorio, alcuni noti altri più particolari, come la ricerca di autoanticorpi specifici o dosaggi ormonali. Purtroppo alcuni di questi esami non sono agevolmente effettuabili in ogni laboratorio e per tale motivo, quando possibile inviamo il paziente ad un laboratorio di nostra fiducia attrezzato per tutte le indagini necessarie.
Questa rubrica è soggetta a frequenti modifiche. Per visualizzare gli aggiornamenti al presente documento consultate il sito dell'autore all'indirizzo: http://www.otorinolaringoiatria.it
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