Possibilità e limiti dell'impiego delle nuove tecnologie (ultrasuoni, laser, radiofrequenze)
Abbiamo già visto quali vantaggi può offrire l'impiego del nuovo bisturi ad ultrasuoni denominato Ultracision (prodotto dalla Ethicon), già sperimentato in molti tipi di procedure chirurgiche in chirurgia generale e da noi utilizzato oltre per la chirurgia dei turbinati, per la tonsillectomia, (soprattutto nell'adulto) e per la chirurgia del collo. Applicato alla chirurgia dei turbinati, tale strumento offre però lo svantaggio dell'ingombro della sua lama, non appositamente disegnata per tale procedura, che ne limita l'impiego in alcuni casi in cui all'ipertrofia della sottomucosa si accompagni una esuberanza della struttuira ossea portante.
I cosiddetti interventi ambulatoriali con il LASER, non sono in grado di offrire entrambi i vantaggi (definitività e rispetto della mucosa nasale) ottenibili con la decongestione sottomucosa, poiché prevedono solo la creazione di due o tre cicatrici retraenti dall'esterno, assolutamente non in grado di garantire una prevenzione dalla recidiva. Il LASER può invece essere utilizzato con successo per effettuare la decongestione esangue, ma il minor costo e la minor indaginosità dell'impiego dell'Ultracision ci fanno preferire al momento l'uso di tale strumento. Dal punto di vista del paziente, comunque la chirurgia con il Laser non presenta nessun vantaggio ed è anzi probabilmente più dolorosa (la decongestione non comporta invece nessun fastidio post-operatorio se non quello legato ai tamponi).
Da qualche anno ha visto una discreta diffusione, quale trattamento ambulatoriale per la rinopatia vasomotoria, l'impiego delle radiofrequenze. Tale tecnica è ormai conosciuta con il nome di "somnoplasty" (sonnoplastica), per le sue particolari indicazioni nei pazienti russatori abituali, dove può essere utilizzata anche per l'ugola e la base della lingua. Anche presso il Centro di Otorinolaringoiatria è possibile eseguire la chirurgia ambulatoriale con radiofrequenze. Con tale tecnica è, in effetti, possibile ottenere una necrosi interna dei corpi cavernosi tale da ridurre l'ipertrofia e aumentare la pervietà nasale, ma la tecnica presenta alcuni limiti significativi. E' anzi tutto necessario ripetere più applicazioni nel tempo, poiché i risultati non sono definitivi e ogni applicazione prevede almeno due o tre sedute a distanza di qualche giorno. Inizialmente si ha un transitorio peggioramento dell'ostruzione, legato ad un transitorio aumento di volume (edema) seguito dalla successiva riduzione. Il costo dello strumentario (non sterilizzabile e quindi "usa e getta") e di conseguenza della procedura è piuttosto elevato considerando che si tratta di una procedura ambulatoriale. La chirurgia con radiofrequenze, può essere una valida alternativa, in casi selezionati, alla uvulopalatofaringoplastica per ottenere la riduzione volumetrica dell'ugola, delle tonsille palatine e della base della lingua, in considerazione della sua maggior semplicità, ma riteniamo tale procedura utilizzabile solo come seconda scelta nella chirurgia dei turbinati, rispetto all'intervento di decongestione vera e propria e con tali indicazioni la proponiamo ai nostri pazienti.
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