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Sinusite cronica e poliposi nasale
(chirurgia endoscopica dei seni paranasali)

Introduzione

Questo documento è dedicato principalmente alla presentazione della chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali, che se correttamente pianificata ed eseguita, è quasi sempre in grado di risolvere in modo definitivo le sinusiti croniche e la poliposi nasale recidivante, nonostante la procedura sia ben meno traumatizzante per le strutture naso-sinusali e per il paziente stesso (può essere eseguito in anestesia locale ed in day surgery), rispetto agli interventi tradizionali, per i quali la ricorrenza o persistenza della patologia è invece spesso la regola. L'argomento è complesso ma abbiamo cercato quanto più possibile di rendere comprensibili anche gli aspetti tecnici.

Principi fondamentali e basi anatomiche e fisiopatologiche

I seni paranasali sono cavità scavate all'interno delle ossa del massiccio facciale e della base cranica, la cui funzione non è ancora ben chiarita. Distinguiamo due seni frontali, di dimensione variabile e talvolta perfino assenti, un labirinto etmoidale, in corrispondenza della radice del naso e tra le due orbite, (ne parleremo in maggior dettaglio tra poco), due seni mascellari, ai lati del naso ed un seno sfenoidale, spesso sepimentato da setti interni in due o più cavità. Seni frontali, mascellari e labirinto etmoidale (almeno per la sua parte più anteriore) comunicano, in condizioni normali, con la fossa nasale corrispondente attraverso determinate aperture (ostii) della parete laterale della fossa nasale stessa, situate a pochi millimetri di distanza l'una dall'altra in una zona nota come meato medio.

La chirurgia endoscopica funzionale (nota anche con l'acronimo F.E.S.S. - Functional Endoscopic Sinus Surgery), nata in realtà negli anni '70, ma diffusasi solo negli ultimi 8-10 anni, ha rappresentato una importante rivoluzione nella terapia delle sinusiti croniche e delle poliposi nasali, siano esse di natura infiammatoria o allergica.
Il principio base della terapia si ricollega alla convinzione, ormai dimostrata in modo ineccepibile, che la vera causa della patologia dei seni paranasali non sia da ricercarsi nei seni stessi, ma nel mancato drenaggio delle secrezioni e nel blocco del ricambio di aria, a causa dell'ostruzione della aperture naturali di tali cavità, che richiedono una costante comunicazione con lo spazio aereo nasale e quindi con l'ambiente esterno.
L'altra importante considerazione alla base di tale evoluzione di pensiero è che in realtà i seni paranasali (mascellare, frontale, sfenoide, etmoide) dello stesso lato devono essere considerati come un' unica unità anatomofunzionale. Il complesso sinusale fronto-etmoido-mascellare può essere coinvolto in modo totale o parziale dalla patologia, ma il punto di origine, sarà quasi sempre a livello del punto di maggior ristrettezza, ovvero il labirinto etmoidale. Il labirinto etmoidale è costituito da numerosi piccoli spazi, normalmente contenenti aria e rivestiti da mucosa sottile, derivanti dalla pneumatizzazione dell'osso etmoide.
L'etmoide è un osso del cranio, impari e mediano, situato in un punto strategico tra le cavità nasali, le orbite e la base cranica (dove appoggia la faccia inferiore della porzione anteriore del nostro cervello).
Non parleremo più quindi di sinusite cronica frontale, mascellare, sfenoidale, o di etmoidite cronica, ma soltanto di sinusite cronica, che (con la sola eccezione delle sinusiti mascellari di origine dentaria) vedrà sempre un coinvolgimento di entità variabile anche del labirinto etmoidale dell'emilato corrispondente e la successiva eventuale estensione della patologia verso gli altri seni (mascellare, frontale, sfenoide).

Tutte le sinusiti croniche di origine rinogena - nasale (escludendo quindi le ben più rare forme di altra origine) vedono la loro prima sede "patologica" a livello del meato medio dove si aprono gli ostii dei seni, ed è quindi conseguenza logica di tale principio che non sarà possibile "curare" adeguatamente tale patologia senza un trattamento chirurgico mirante a risolvere il problema a livello della sede primaria, cioè negli spazi profondi del meato medio e dell'etmoide al quale è possibile accedere con precisione e senza rischi di danno delle importanti strutture circostanti, solo con idonee tecniche microchirurgiche ed avvalendosi della visione diretta con una illuminazione ed un ingrandimento adeguati.

 

 

Questa rubrica è soggetta a frequenti modifiche. Per visualizzare gli aggiornamenti al presente documento consultate il sito dell'autore all'indirizzo: http://www.otorinolaringoiatria.it

 

 

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