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La valutazione specialistica otorinolaringoiatrica

Dopo l'accurata anamnesi e analisi dei possibili sintomi e dei vari fattori in causa la fase più importante nel protocollo diagnostico è rappresentata dall'esame obiettivo ORL, che deve essere sempre integrato con la rino-faringo-laringo-fibroscopia.

Mentre l'esame otoscopico non fornisce nessuna indicazione, a meno di patologie concomitanti dell'orecchio, fondamentale è l'esame obiettivo delle cavità nasali, che può rivelare un'ipertrofia dei turbinati, una deviazione del setto o altre cause di ostruzione nasale. Importante è anche verificare un eventuale collasso della valvola nasale (la zona di confine tra la punta ed il dorso del naso, che corrisponde all'interno al punto di maggior resistenza nei confronti dell'aria inspirata) che può essere studiato facendo eseguire alcune inspirazioni forzate.

Con un semplice abbassalingua, nel corso dell'esame obiettivo ORL tradizionale, vengono esaminati l'orofaringe ed in particolare la zona di confine tra cavo orale ed orofaringe, valutando un eventuale allungamento od aumento di volume dell'ugola, la presenza di ipetrofia tonsillare, l'attaccamento dei pilastri posteriori, spesso ad inserzione caratteristicamente "bassa" e spostata posteriormente in pazienti russatori e possibile causa di apnee. Anche le dimensioni della lingua e le caratteristiche dell'occlusione dentaria debbono essere adeguatamente valutate durante la visita a causa delle importanti implicazioni di tali strutture.

L'esame obiettivo prosegue con l'esplorazione endoscopica delle vie aeree superiori (dalle cavità nasali alla laringe) mediante videofibroscopia, effettuata sia in posizione seduta che supina allo scopo di valutare accuratamente la pervietà nasale ed eventuali altre anomalie e stenosi a carico del rinofaringe, della base della lingua o del vestibolo della laringe, responsabile delle eventuali apnee. Viene quindi eseguita la cosidetta "manovra di Muller" chiedendo al paziente di inspirare forzamente dal naso, preventivamente ostruito volontariamente dall'esterno, per valutare il tono e la tendenza al collasso delle pareti faringee. Per tale indagine viene impiegato un sottile fibroscopio flessibile di appena 3,5 mm di diametro. L'esame può essere agevolmente eseguito ambulatoriamente senza necessità di anestesia locale e non provoca alcun fastidio. La videofibroscopia permette la registrazione dell'intero esame, utile per spiegare al paziente il meccanismo con il quale possono determinarsi le apnee.

Per valutare e registrare l'influenza della posizione supina sulla respirazione nasale, e quindi il ruolo dei turbinati, possono poi essere eseguiti alcuni test particolari quali la rinomanometria posizionale (comparando i grafici ottenuti in posizione seduta e supina) ed il test di decongestione nasale, che viene effettuato ripetendo la rinomanometria dopo aver somministrato localmente un vasocostrittore nasale. In caso di sospette apnee viene sempre eseguita anche la consulenza pneumologica con spirometria (prove di funzionalità respiratoria). Utile può essere anche effettuare una ossimetria diurna per valutare eventuali ipossie nello stato di veglia.
La cefalometria.
Con la cefalometria (una semplice radiografia laterale del cranio seguita da misurazioni di particolari parametri) è possibile integrare le informazioni ottenute con la visita specialistica e l'endoscopia ai fini di una più corretta pianificazione terapeutica.

 

 

Questa rubrica è soggetta a frequenti modifiche. Per visualizzare gli aggiornamenti al presente documento consultate il sito dell'autore all'indirizzo: http://www.otorinolaringoiatria.it

 

 

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